Troppe quote sul mercato delle emissioni: Eu-Ets a rischio flop

Politiche ambientali –

L’Ong inglese Sandbag avverte: Bruxelles deve ritirare almeno 1,7 miliardi di tonnellate di crediti

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Il sistema europeo per scambiare le quote di CO2 (Ets, Emissions trading scheme) rischia di saltare per un eccesso di offerta. Lo rivela l’ultimo rapporto dell’Ong inglese Sandbag, citato dal sito EurActiv. Da qui al 2020, il surplus delle quote potrebbe sfiorare i due miliardi di tonnellate, facendo crollare sempre di più il prezzo dei “carbon credits”. Il sistema Ets, lo ricordiamo, si pone come obiettivo la riduzione delle emissioni inquinanti: i vari settori industriali devono consegnare ogni anno un numero di crediti equivalente alle tonnellate di CO2 generate. Queste quote di emissione possono essere comprate e vendute sul mercato, con prezzi variabili secondo l’andamento della domanda e dell’offerta.

Che cosa sta succedendo? Sandbag ritiene che le industrie usciranno dal periodo 2008-2012 (la cosiddetta “fase due” del sistema Eu-Ets) con circa 672 milioni di tonnellate di quote in eccesso, grazie soprattutto alla crisi economica che ha rallentato la produzione e diminuito di conseguenza le emissioni. Aggiungendo il tetto di quote stabilito da Bruxelles per il periodo 2012 al 2020, si arriva a un surplus totale pari a 1,9 miliardi di tonnellate. Davvero troppo, si legge nel rapporto: “La nostra cintura di sicurezza del clima è così allentata da essere quasi inutile”. Bruxelles – sostiene Sandbag – dovrebbe eliminare dalla circolazione almeno 1,7 miliardi di quote altrimenti tutto il sistema potrebbe fallire.

Serve quindi una riforma urgente dell’Eu-Ets, abbassando il tetto massimo di quote assegnate a ogni settore industriale per i prossimi anni. L’eccesso di offerta va di pari passo con il crollo dei prezzi dei crediti; così le imprese più inquinanti possono tagliare gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica, acquistando le quote presenti sul mercato a prezzi stracciati, per coprire la loro produzione di CO2. Le contraddizioni del sistema Eu-Ets sono emerse recentemente con la proposta di direttiva sull’efficienza energetica: con nuovi risparmi di elettricità e gas e conseguenti riduzioni delle emissioni, il surplus delle quote potrebbe peggiorare, innescando un conflitto interno alle norme Ue in tema di energia e ambiente.

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