Meno consumi e più rinnovabili, l’Italia è in linea per Kyoto

CO2 –

Gli ultimi aggiornamenti della Fondazione per lo sviluppo sostenibile segnalano che il nostro Paese ha ridotto le emissioni del 6-6,4% nel 2010 rispetto al 1990

Un po’ con l’aiuto della crisi economica internazionale che ha ridotto i consumi di energia, un po’ grazie alla crescita delle rinnovabili, il protocollo di Kyoto festeggia i sei anni di vita con risultati incoraggianti. Firmato nel ’97 ed entrato in vigore nel 2005, l’accordo mondiale sul clima stabilisce una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 pari al -5% nel 2012 rispetto al livello del 1990. L’obiettivo assegnato all’Italia è -6,5% e secondo le ultime stime della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, il nostro Paese sta rispettando tale obbligo. L’istituto guidato da Edo Ronchi, infatti, pubblica i suoi aggiornamenti con circa due anni d’anticipo sui dati ufficiali (quelli del 2009 usciranno il prossimo aprile). Già nel 2008, mentre i numeri del governo, fermi al 2005, indicavano un aumento consistente delle emissioni, la Fondazione segnalava una prima inversione di tendenza, confermata dalla recessione del 2008-2009. “I dati del 2010”, scrive la Fondazione, “sono molto importanti poiché la fase più acuta della crisi è superata e quindi […] consentono di capire se siamo o no in traiettoria per il nostro obiettivo di Kyoto”. Così, secondo le stime per lo scorso anno, la riduzione delle emissioni inquinanti dovrebbe essere -6/-6,4% rispetto al 1990, quindi in linea con il traguardo del 2012. Il consumo interno lordo di energia è dato in crescita (+1,7%) dal 2009 al 2010, con circa tre milioni di tonnellate equivalenti di petrolio in più. Siamo però lontani dal picco del 2008: 183,4 Mtep nel 2010 contro 191,3. Lo scorso anno sono cresciute le rinnovabili, da 20,1 a 21 Mtep (erano 17 nel 2008), quindi l’aumento complessivo sfiora il nove per cento. Le fonti fossili hanno perso una dozzina di Mtep negli ultimi tre anni, risalendo leggermente nel 2010 rispetto al 2009; difatti sono saliti parecchio i consumi di gas, diminuiti quelli di petrolio e rimasti pressoché stabili quelli dei combustibili solidi.

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