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Industrie inquinanti
Ets, più emissioni industriali nel 2010 ma è tutto sotto controllo
Salita del 3% rispetto al 2009 la quantità di gas serra rilasciata dalle grandi imprese, in linea con le previsioni
23 Maggio 2011
Più emissioni di gas serra dalle industrie europee ma nessun timore per Bruxelles, perché sono ampiamente sotto i livelli d'inquinamento registrati prima della crisi economica del 2009. Come emerge dai registri dei 27 Stati membri, le emissioni di CO2 delle imprese che rientrano nel sistema Eu-Ets (Emissions trading scheme), sono aumentate di circa il 3% nel 2010 rispetto all'anno precedente, arrivando a 1,932 miliardi di tonnellate equivalenti di CO2. Sono 12.815 gli impianti industriali obbligati a comunicare ogni anno i dati sulle quantità di gas serra rilasciate nell'atmosfera, rispettando i tetti fissati da Bruxelles e dovendo acquistare quote d'emissione in caso di sforamento. La moderata crescita del 2010 ha confermato le previsioni della vigilia, che stimavano una ripresa dell'attività degli impianti grazie alla progressiva uscita dalla crisi che invece, nel 2009, aveva provocato un -11,6% delle emissioni verificate. Lo scorso anno, soltanto il 2% delle imprese ha superato la soglia massima assegnata dall'Unione europea, senza compensarla adeguatamente acquistando entro il 30 aprile 2011 un numero sufficiente di quote. E soltanto il 3% ha omesso di trasmettere i dati sulla CO2 prodotta entro lo stesso termine.

“Anche con il ritorno alla normalità dell'economia - ha commentato il commissario per il Clima, Connie Hedegaard - le emissioni rimangono molto inferiori al tetto del periodo 2008-2012. I dati mostrano inoltre che alcuni settori industriali continuano ad accumulare quote in eccesso, che si potranno scambiare nel terzo periodo del sistema Ets che inizierà nel 2013”. Dal 2008, gli impianti industriali possono compensare una parte delle rispettive emissioni con i crediti Cer (Certified emission reduction), riconosciuti dal protocollo di Kyoto per i progetti svolti all'estero. Finora, le quote restituite attraverso questi crediti ammontano al 5% del totale; il 95% proviene da crediti assegnati gratuitamente o acquistati alle aste. Nella classifica 2010, la Germania è sempre al primo posto con quasi 455 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 emesse da 1.986 impianti, davanti alla Gran Bretagna (237 milioni), alla Polonia (199) e all'Italia (191).
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